Vintour, ovvero un giro nel mondo del vino

In questa sezione trovate la selezione di vini autoctoni del notro territorio. Presto anche una selezione di aziende di produzione.




La storia
Il nome di questo vino ci riporta in epoca romana: la DOC prende il nome dall'antica città Faleria oggi nota come Falerone. Troviamo traccia dei vini prodotti in questa zona già nel 1596. Il riconoscimento in epoca contemporanea arriva nel 1975 con l'entrata del Falerio dei Colli Ascolani tra le DOC italiane.

Il vitigno
Negli uvaggi del Falerio dei Colli Ascolani possono concorrere Trebbiano toscano al 20-50%, Passerina al 10-30%, Pecorino al 10-30%, più altri a bacca bianca ammessi alla coltivazione all'interno della Regione Marche.

Le zone di produzione
Il Falerio dei Colli Ascolani viene prodotto in tutto il territorio della provincia di Ascoli Piceno con esclusione dei vigneti coltivati sopra i 700 metri s.l.m.

Le proprietà organolettiche
Leggermente acidulo, secco e sapido il Falerio dei Colli Ascolani è un vino che gode di buona beva. Nel bicchiere si presenta giallo paglierino tenue, dai riflessi verdolini, trasparente quasi cristallino. Gradevole dal punto di vista olfattivo, con profumi tenui che ricordano molto le mele verdi non mature e fiori di prato. Abbinamenti: Grazie alla sua freschezza il Falerio dei Colli Ascolani è un ottimo aperitivo, da abbinare con molluschi, crostacei, antipasti a base di pesce e con le locali olive all'ascolana.




La storia
E' una vecchia varietà di origine marchigiana .Nel tempo dimenticato e confinato nelle zone pedemontane delle provincie di MC ed AP, recentemente riscoperto, si è diffuso anche in altri territori marchigiani in cui viene coltivato per la sua precocità di maturazione e per le sue proprietà di donare una maggiore struttura ai vini bianchi.

Il vitigno
Si ottiene dal vitigno Pecorino per almeno l'85%. Possono concorrere gli altri vitigni a bacca bianca autorizzati e/o raccomandati in provincia di Ascoli Piceno, da soli o congiuntamente, in percentuale non superiore al 15%.

Le proprietà organolettiche
E' un vino di colore giallo paglierino, tendente al dorato , con profumi molto originali ed insoliti , con gradazioni alcoliche che raggiungono facilmente i 14°. I profumi arrivano al naso molto potenti ed in massicce quantità : frutta fresca , sentori di erbe balsamiche, biancospino ed accenni di banana , mista ad altre sensazioni nuove , insolite ed originali; nel bicchiere è denso, consistente; in bocca è molto caldo , supportato da una bella vena acida ; è persistente e piacevole. Un vino molto particolare , oltre che nel nome anche nei profumi originalissimi.

Le zone di produzione
Le zone di produzione di questo vino comprendono i terreni agricoli e le esposizioni più vocate delle colline della provincia di Ascoli Piceno tra i fiumi Aso e Tronto.

Abbinamenti
Il Pecorino è un vino giovane dalla gradevole vena acida, da gustare con frutti di mare e crostacei, come pure, dopo un anno di invecchiamento, con carni bianche e sapide minestre.




Il vitigno
Si ottiene dal vitigno Passerina per almeno l'85%. Possono concorrere gli altri vitigni a bacca bianca autorizzati e/o raccomandati in provincia di Ascoli Piceno, da soli o congiuntamente, in percentuale non superiore al 15%.

Le proprietà organolettiche Un vino decisamente tipico, dotato di buona intensità aromatica e dal gusto pieno. La sua ricchezza nella componente acidica permette la spumantizzazione sia con il medodo Charmat che con quello classico. La versatilità di questo vitigno favorisce oltre alla tipologia "Spumante" anche quelle "Vino Santo" e "Passito". Le zone di produzione
Le zone di produzione di questo vino comprendono i terreni agricoli e le esposizioni più vocate delle colline della provincia di Ascoli Piceno tra i fiumi Aso e Tronto.

Abbinamenti
Specialità a base di pesce e minestre con verdure si sposano con la Passerina, la cui versione spumantizzata si può abbinare con frutti di mare e olive tenere ascolane farcite o fritte. Il Passito è ottimo con formaggi stagionati e pasticceria secca.




La storia
La denominazione di origine controllata Rosso Piceno DOC è stata riconosciuta nel 1968, anche se la sua storia inizia molto prima : si parla del vino dei piceni già prima dell'insediamento dei Romani. Sono infatti le popolazioni picene, che hanno dato il nome al territorio in cui si sono insediate, a lasciare le prime testimonianze di quello che millenni dopo sarebbe diventato il Rosso Piceno DOC. Il poeta latino Polibio, in uno dei suoi racconti, parla di Annibale che, scendendo verso Roma, fece tappa nella zona Picena e, vedendo i cavalli del suo esercito in difficoltà, li fece curare con delle frizioni di vino Rosso molto invecchiato.

Il vitigno
Il Rosso Piceno viene prodotto con percentuali di Sangiovese dal 30-50% e con uvaggio Montepulciano intorno al 35-70%. Possono concorrere altri vitigni a bacca rossa ammessi a coltivazione nelle Marche, in misura non superiore al 15%.

Le zone di produzione
Il Rosso Piceno è il vino DOC delle Marche con l'area di coltivazione più ampia : comprende la Provincia di Ancona, Macerata e Ascoli Piceno, dalle colline dell'entroterra fino al mare Adriatico. Sono escluse solo le zone in cui viene prodotto la DOC Rosso Conero e Conero DOCG.

Proprietà organolettiche
Il Rosso Piceno nella versione base si presenta rosso rubino, con evidenti sfumature violacee che tendono ad attenuarsi con il trascorrere dell'affinamento. Al primo impatto è vinoso, mentre il finale è fruttato-floreale, dall'inconfondibile nota di prugna. Asciutto ed armonico, la tannicità non è mai troppo marcata, senza per questo risultare debole di corpo.

Abbinamenti
Il Rosso Picenio si abbina molto bene a minestre e bolliti, se accompagnati da salse leggermente piccanti, a salumi locali, Caciotta di Urbino e cotture in porchetta.




Il vitigno
E' ottenuto con il Montepulciano per il 35% - 70% ed il Sangiovese per il 30% - 70%.

Le zone di produzione
La tipologia Rosso Piceno Superiore viene prodotta in un'area limitata di 13 comuni tutti all'interno della Provincia di Ascoli Piceno, più vocati alla coltivazione dei vitigni Sangiovese e Montepulciano

Proprietà organolettiche
Il Rosso Piceno Superiore presenta sensazioni e gusti più netti, dovuti senz'altro al territorio in cui l'uva è stata coltivata. Il colore nel bicchiere passa a toni più intensi e i riflessi si spengono verso il granato. Il profumo passa all'etereo (liquirizia e radice) e la frutta fresca, che viene avvertita nella tipologia base, passa alla confettura : corposo e persistente, colpisce la morbidezza conferita dall'affinamento obbligatorio di 12 mesi. ( questa tipologia è molto longeva, in annate particolari il vino si può consumare anche dopo il 5 anno di età ).

Abbinamenti
La tipologia superiore si accompagna a piatti leggermente più strutturati, ad esempio a base di finocchio forte o di tartufo nero. Regge il confronto anche se accostato a selvaggina piccola cotta in umido (stufati).





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