Andar per chiese



Chiesa di Santa Maria ai Monti

Grottammare

La chiesa, facente originariamente parte di un convento, si trova sulla sommità della collina, a circa 400 metri ad ovest dall'antico borgo. L'ex complesso conventuale è oggi conosciuto con il nome di "Oasi di Grottammare".
La costruzione del convento, risalente agli inizi del 1600, si deve a padre Nicola da Monteprandone dell'ordine dei frati minori riformati, che propose l'insediamento di una comunità religiosa.
Sebbene Padre Nicola avesse individuato subito il luogo per l'edificazione del convento (nell'area in cui sorgeva già dalla fine del Trecento un piccolo santuario mariano eretto contro la peste intitolato "la Madonna dei Monti"), egli poté prendere possesso della chiesetta e del terreno circostante solo il 14 luglio 1614. Completato il convento, fu costruita la nuova chiesa, facendo in modo che l'immagine della Madonna dipinta sul muro dell'antica chiesetta potesse essere conservata; in seguito, a causa di un incendio, buona parte dell'affresco andò distrutto, ma si salvò l'immagine della Madonna col Bambino, che è tuttora nell'abside sopra l'altare maggiore.
Davanti alla porta del convento e della chiesa furono costruiti due portici, quindi l'intera struttura, compresi gli orti, il prato e l'ampio giardino, fu circondata da un alto muro.
Durante l'ultima guerra il convento accolse gli sfollati provenienti da S. Benedetto, sottoposta ai bombardamenti. Agli inizi degli anni Cinquanta padre Agostino Gemelli, fondatore dell'Università Cattolica e presidente della Pontificia Accademia delle Scienze, venuto a conoscenza della tranquillità e bellezza del luogo, chiese ai superiori dell'ordine francescano di poter usufruire del convento almeno due volte l'anno per tavole rotonde, esercizi spirituali, vacanze da parte di uomini di studio e di cultura, di professori, di studenti provenienti da ogni parte d'Italia. I frati acconsentirono e, da quel momento, il convento cambiò il nome in "Oasi di S. Maria ai Monti dei Frati Minori" divenendo così meta di associazioni, sacerdoti, suore, privati cittadini che vogliono ritemprare lo spirito, la mente ed il corpo.
L'interno della chiesa è arricchito da varie opere d'arte tra cui nel coro è presente un affresco del Pacchiarotti, allievo del Perugino; nell'abside, sopra l'altare maggiore, l'antica immagine della Madonna col Bambino (XIV secolo), tuttora oggetto di profonda venerazione e, situato in alto tra i due altari laterali di sinistra per chi entra dalla porta principale, un quadro di notevole pregio rappresentante S. Francesco, attribuito al celebre Guercino da Cento (1591-1666).
A seguito di alcuni restauri la chiesa ha subito una radicale trasformazione e sono scomparsi l'antico oratorio, le epigrafi sui muri e i dipinti di frate Lorenzo Bonomi che nel XVII secolo aveva affrescato il chiostro con episodi della vita di S. Francesco. Nel chiostro sono state collocate le stazioni della Via Crucis dell'artista Ubaldo Ferretti.


Chiesa di Sant'Agostino

Grottammare

La Chiesa di S. Agostino, con l'annesso convento agostiniano, si trova fuori dalle mura, nella omonima via che congiunge il vecchio insediamento al nuovo, immediatamente dopo Villa Azzolino.
La chiesa presenta un abside merlata, come fortificata, e un campanile mozzato, così ridotto, secondo la tradizione locale, perché nel convento annesso alla chiesa fu ospitato il monaco agostiniano Martin Lutero, durante il suo viaggio verso Roma, prima del grande scisma.
La semplice facciata, composta da mattoni di prevalente colore giallo ocra, ingloba materiale di recupero rappresentato da antiche pietre incise e lapidi con iscrizioni frammentarie. In alto, sopra il portone di ingresso, sono i resti di alcuni bacili cinquecenteschi in maiolica, disposti a croce; in corrispondenza del braccio destro è inserito un mattone inciso con la data 1517, anno di costruzione del monastero. La chiesa è a pianta longitudinale e a navata unica con tetto a capanna, la copertura è a capriate con travature di legno.
Sul lato sud della chiesa si trova il chiostro quadrangolare, cui si accede o dalla chiesa o dall'ingresso posto in via S. Agostino. Il chiostro, al centro del quale si trovava un pozzo oggi non più esistente, è composto da arcate in muratura a tutto sesto poggianti su pilastri a base rettangolare.


Chiesa di San Giovanni Battista

Grottammare

Sul lato meridionale di Piazza Peretti si trova la Chiesa di San Giovanni Battista.
Sull'origine della chiesa pievana si hanno scarse testimonianze documentarie; un accenno ad essa si trova in un documento del 7 aprile 1391, mentre in un atto notarile del 1772 si parla dell'ampliamento della pievania, avvenuto tra il 1620 e il 1624.
Su di un mattone del fronte occidentale è incisa la data 1802, a testimonianza della demolizione e completa ricostruzione della chiesa, avvenuta tra il 1792 e il 1809; l'attuale conformazione dell'edificio si deve all'architetto Maggi.
La facciata, in stile neoclassico, presenta un paramento murario in laterizio non intonacato, in cui il colore rosso bruno si alterna al giallo paglierino; si presenta piuttosto semplice, scandita da lesene fortemente aggettanti che salgono sino al frontone triangolare a cornici modanate. La simmetria della facciata è sottolineata, oltre che dalle modanature, dalla presenza di quattro nicchie, ricavate nello spessore del muro, che avrebbero dovuto accogliere altrettante statue.
L'interno della chiesa, formato da un'unica navata, é aderente ai canoni neoclassici; fanno eccezione alcune decorazioni barocche della cassa dell'organo e dei due altari laterali. Le pareti sono ritmate da paraste e colonne scanalate che individuano tre altari e quattro nicchie emicicliche. Un cornicione, sopra il quale si aprono due finestre rettangolari in ogni lato e un finestrone dietro l'organo, sorregge la volta a botte, interamente affrescata nel 1915 dal pittore sambenedettese Giuseppe Pauri, allievo del De Carolis e del Seltz. L'organo è stato donato dal vescovo grottammarese Vincenzo Franceschini che aveva ricevuto il battesimo nella chiesa.
Il 14 ottobre 1860 Vittorio Emanuele II assistette alla santa Messa e donò alla chiesa pregevoli paramenti sacri, poi dispersi. All'interno della chiesa riposano le spoglie del vescovo ripano Bartolomeo Bacher, che fece costruire palazzo Laureati e vi spostò la propria residenza.


Chiesa di Santa Lucia

Grottammare

La Chiesa di S. Lucia fu fatta edificare per volere di papa Sisto V sul luogo dove egli ebbe i natali il 13 dicembre 1521 e fu fatta completare alla sua morte dalla sorella Camilla Peretti.
Progettata da Domenico Fontana, la chiesa ha una facciata in laterizio, sormontata da un campanile a vela, scandita da paraste e arricchita da elementi decorativi in travertino.
Sopra il raffinato portale è un timpano arcuato con lo stemma della famiglia Peretti e quello papale di Sisto V: un leone che tiene tra le zampe un ramo di pero e una stella con tre monti.
All'interno della chiesa, a pianta quadrata con croce greca inscritta, si trovano ricchi altari, molte opere pittoriche e uno degli organi più preziosi della provincia di Ascoli Piceno, costruito nel 1752 da Francesco Fedeli della Rocchetta di Camerino.


Chiesa di Sant'Agostino

Offida

Nei pressi del Palazzo Comunale sorge l'ex convento di S. Agostino con l'annessa cappella del Miracolo Eucaristico, imponente edificio in laterizio la cui costruzione, iniziata nel 1338, fu completata nel 1441.
La prima costruzione fu realizzata modificando l'antica struttura esistente rappresentata da una chiesina dedicata a S. Maria Maddalena (1254).
Una epigrafe riporta un restauro con la data del 1795. Il tempio presenta caratteri che si riferiscono al 1686. Una epigrafe del 1688, sulla facciata di sinistra della chiesa, parla di lavori, evidentemente, di abbellimento della struttura.
La facciata, pertanto, presenta una forma di stile barocco. Sul portale troviamo un frontone e due nicchie da statue e le tracce del trecentesco rosone murato.
La parte settentrionale della chiesa ricorda senz'altro, nonostante le modifiche, l'antica chiesa trecentesca; infatti si notano elementi decorativi romanico-gotici, tra i quali i fregi ad arco.
L'antica porta, di cui rimane un arco ornato di fregi, venne sostituita con un portale cinquecentesco in pietra bianca.
Nel 1574 si realizzava il chiostro a forma di quadrilatero chiuso da un parapetto con lunghe file di colonne ottagonali, con base a capitelli di pietra, ed archi a tutto sesto.
Al centro del chiostro il consueto pozzo. Dal chiostro si accedeva al refettorio.
Attualmente il refettorio non esiste più perché i locali sono stati adibiti ad aule scolastiche.
Nella chiesa si conserva anche il reliquiario della Sacra Spina, tale reliquiario di forma cilindrica, del 1400, è costituito da strisce di oro ed argento e da un cristallo contenente una S. Spina, come vogliono la tradizione e la credenza popolare (Statuto di Offida libro 1 cap. 3).
Il sindaco di Offida doveva offrire alla chiesa di S. Agostino, per la festa della S. Spina, un cero di 6 libbre.


Chiesa di Santa Maria della Rocca

Offida

Si erge su un dirupo; divento' possedimento dei monaci benedettini intorno al 1047 poi venne parzialmente demolita quando i monaci pensarono di edificare la chiesa attuale intorno al 1330. Si tratta di un tempio romanico-gotico in laterizio, rigato da eleganti lesene di travertino e decorato, alla sommita', con una doppia fila di archetti trilobati. Attraverso una gradinata si accede alla cripta che presenta un portale in travertino scolpito a fogliame.
La chiesetta più antica preesistente venne inglobata all'interno di quella più nuova, creando così dei corridoi laterali attualmente visibili nella cripta, uno dei quali fu utilizzato come zona di sepoltura a partire dal XVI secolo.
La struttura esterna, in laterizio, è percorsa da lesene in travertino nella parte absidale; al centro dell'abside maggiore si apre il portale della cripta, in travertino, scolpito con festoni e animali fantastici.
All'interno della cripta, che si estende per tutta l'area del piano superiore, ci sono numerose colonne in laterizio con capitelli smussati agli angoli che sorreggono arcate a sesto acuto e a tutto sesto.
Ancora è conservata una parte degli affreschi, attribuiti al Maestro di Offida, raffiguranti i cicli di S. Caterina di Alessandria, S. Lucia e diversi altri Santi e Vergini in trono.
La chiesa superiore, ad una sola navata, presenta tracce di affreschi che un tempo rivestivano completamente le pareti.
Ben conservati sono quelli del catino absidale raffiguranti profeti, angeli musici e Sante Vergini, opera del maestro milanese Ugolino di Vanne. Sul lato opposto una deposizione, una crocifissione ed una Madonna con Bambino e Santo, unico affresco di età rinascimentale, attribuito a Vincenzo Pagani.


Cattedrale

Ripatransone

La Cattedrale costruita su disegno del modenese G. Guerra, tra il 1597 e il 1623, oggi si presenta con il tiburio ottagonale del 1786, la facciata risalente al 1842 e il campanile, innalzato tra 1884 e 1902, su progetto dell'architetto pontificio F. Vespignani, caratterizzato sulla sua vetta dalla statua in rame del Redentore realizzata nel 1901 dalla fonderia Luigi Del Bo di Milano.
L'interno, a tre navate e a croce latina, è caratterizzata dalle decorazioni pittoriche dei fratelli Michelangelo e Marcantonio Bedini risalenti alla fine degli anni 50.
Nella visita si possono ammirare: il seicentesco pulpito ligneo, opera di D. Bonfini da Patrignone, in cui il motivo dominante è costituito dagli elementi dello stemma di Ripatransone, alternato a pannelli raffiguranti i 5 misteri gloriosi.
Anche la decorazione del tiburio risulta molto ricca, agli angoli sono dipinti i 4 evangelisti mentre nella parte superiore, su sfondo dorato, sono rappresentate le 4 virtù cardinali.
Il presbiterio, presenta un altare in marmo del Poscetti di Roma, mentre sulla parete di destra un dipinto rappresentante S. Gregorio Magno (sec. XVII) e, a sinistra, la Natività (sec. XVIII). La sedia vescovile è anch'essa opera del Bonfini.
Nell'abside si possono ammirare un coro ligneo realizzato da Agostilio Evangelisti (1620), l'imponente statua di S. Gregorio Magno e il complesso pittorico del Bedini.
L'organo liturgico è opera del celebre organaro veneto Gaetano Callido (1783); fu costruito in origine per la Chiesa della Maddalena dei Frati Minori Osservanti da dove fu poi traslocato insieme alla cantoria nel 1812. Tra le numerose opere custodite nella cattedrale sono da annoverare anche: il Crocefisso ligneo policromo donato, secondo la tradizione, da papa Pio V nel 1571, opera probabilmente di Giovan Battista Casignola di Como, l'Altare in legno, opera di M. Angelo Ripano (sec. XVII), la Pala d'altare, opera di Orazio Gentileschi (sec. XVI-XVII).


Chiesa Santa Maria della Petrella

Ripatransone

La chiesetta santuario di Santa Maria della Petrella è un vero e proprio complesso con porticato (successivamente chiuso) per la sosta dei pellegrini-viandanti e l'ospitium. L'origine dell'intera struttura risale al 1400. All'interno sono presenti vari cicli pittorici tra i quali i più interessanti dal punto di vista storico-critico sono quelli delle pareti, classificabili in due categorie distinte: didattici e votivi. Questi ultimi sono stati eseguiti nel 1403 da Don Antonio di Nicolò il Giovane su commissione di Vanne (Giovanni) di Kito di Ripatransone.


Chiesa Madonna del Carmine

Ripatransone

Il portale tardo-rinascimentale realizzato in arenaria da M. Ventura è datato 1569. L'interno è costituito da tre navate ripartite da otto archi. Oltre all'acquasantiera in marmo del 1615, sono presenti opere dei pittori di Caldarola, Simone e Giovanni Francesco De Magistris, tra le quali quella meglio conservata è la pala d'altare raffigurante la Deposizione di Gesù dalla Croce. L'affresco è inserito in una finta cornice architettonica costituita da un arco racchiuso tra due lesene sormontato da un architrave e da un timpano circolare dove appaiono Geremia ed Isaia.


Chiesa di San Rocco

Acquaviva Picena

Pregevole esemplare di architettura medievale militare, è la più antica chiesa eretta entro la cerchia muraria di Acquaviva e sorge al termine di via San Rocco che la congiunge alla piazza del Forte. La costruzione in stile romanico presenta sulla facciata a capanna, arricchita da un loggiatino cieco in cotto, alcune formelle policrome di maiolica. L'abside è esternamente poligonale, all'interno semicircolare. Opera del XVII secolo non priva di una certa eleganza è la statua lignea di San Rocco conservata all'interno. Particolarmente accurato il campanile a vela che si apre in una bifora di epoca gotica come la cuspide che lo sormonta.


Nessuna struttura ancora visitata
My status
Astrelia sviluppa siti internet e applicazioni mobili per iPhone iPad e Android oltre che applicazioni desktop Advertising Web Local Astrelia sviluppa siti internet e applicazioni mobili per iPhone iPad e Android oltre che applicazioni desktop